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Addio al roaming, accordo tra le istituzioni europee

1 febbraio 2017

Le tre istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione, hanno raggiunto, nella notte, un accordo sui prezzi all'ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming. Le nuove tariffe saranno
il 90% più basse delle attuali consentendo agli operatori di offrire il roaming ai loro clienti senza aumentare i costi delle telefonate nazionali.

La riforma è l'ultimo tassello delle misure legislative necessarie per abolire le commissioni che i cittadini oggi pagano quando si recano in un altro Paese UE. L'accordo informale deve essere confermato ora dagli Stati membri dell'UE e dal Parlamento Europeo.

La riforma stabilisce quanto gli operatori devono addebitarsi l'un l'altro per usare le rispettive reti per fornire servizi in roaming. Sono stati concordati tetti di 3,2 centesimi di euro al minuto di chiamata voce, dal 15 giugno 2017 e di un centesimo per sms, sempre dal 15 giugno. E' inoltre prevista una riduzione graduale, da realizzarsi nel corso di cinque anni, per i tetti relativi al traffico dati, portandoli da 7,7 euro per gigabyte (al 15 giugno) a 6 euro per gigabyte (al primo gennaio 2018), 4,5 euro per gigabyte /al primo gennaio 2019), 3,5 euro per gigabyte (al primo gennaio 2020), 3 euro per gigabyte (al primo gennaio 2021), fino a 2,5 euro per gigabyte al primo gennaio 2022.

I nuovi tetti devono essere abbastanza bassi da consentire agli operatori di offrire servizi di roaming senza sovrapprezzo ai loro clienti, senza aumentare i prezzi domestici.


Per saperne di più:
Comunicato della Commissione europea



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